Rarefratte

Cristian Moresco

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Suolo

Argille, basalto e tufo

Ettari

7,5

Numero di bottiglie

18.000

Conduzione viticola

Certificazione biologica delle uve

Cosa hai fatto nella vita prima di interessarti alla viticoltura?

Sono nato dove ho l’azienda, fra le vigne. Il nonno materno è stato uno dei primi vignaioli qui a Breganze, il nonno paterno è sempre stato un conferitore di uve. La viticoltura ce l’ho nel DNA. Mi sono diplomato in Agraria, poi ho preso la laurea in Sociologia, sono un sociologo della vigna! La mia storia mi porta a essere molto sensibile sulle tematiche ambientali: sono stato un militante per la difesa dei beni comuni e del territorio. Questa è stata la scintilla che mi ha portato a recuperare i vitigni che rischiavano l’abbandono e a lavorare in maniera opposta alla viticoltura convenzionale.

Perché ti sei dedicato a fare il vino?

Per far capire a quante più persone possibile che è importante il territorio in cui lavoro. Qui ci sono cresciuto, l’ho visto trascurato, sfruttato e questo mi ha sempre fatto male. Considero il vino un mezzo per far conoscere Breganze in giro per il mondo.

La persona da cui più hai tratto ispirazione?

Un oste storico di Breganze, Enrico Azzolin. Ha sempre fatto il viticoltore ed è sempre stato parte attiva e influente in tutto quello che ho fatto. Lui è il mio mentore. Poi ho rapporti di amicizia con vignaioli di altri luoghi, tra cui Eugenio Rosi.

Qual è l’aspetto più difficile del tuo lavoro?

L’imprevedibilità. Non fai le stesse cose ogni anno sotto il tetto di un capannone ma sotto il cielo. Ci sono variabili quotidiane. Devi pescare dall’esperienza, devi mettere in moto l’istinto per poter barcamenarti in situazioni che magari non avevi considerato. Ti trovi spesso a dover attuare azioni di emergenza, a fare il possibile su situazioni impreviste.

Su quale aspetto lavorativo stai concentrando maggiormente le tue energie e il tuo tempo?

Sono ancora in osservazione, ho un progetto viticolo ed enologico in testa. Qui noi a Breganze abbiamo il problema della flavescenza dorata. Grazie alla ricerca e allo studio cerco soluzioni resilienti e reali alle malattie delle piante e all’influenza negativa dei cambiamenti climatici.

Descrivi in poche parole il “tuo” luogo.

Biodiversità e tranquillità (della parte boschiva).

Qual è il vero valore del vino?

Penso all’immagine della bottiglia con un messaggio all’interno che naviga negli oceani. Il vino è la carta d’identità del territorio in cui vivo, dentro ci sono tradizione, storia, paesaggio… tutto!

Quale zona vitivinicola ti suscita interesse?

Il Carso.

Una bottiglia che ti ha particolarmente colpito.

Una Viura della Rioja.

Musica preferita?

Punk rock e Hardcore.

Vini

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