Pian del Colle

Chiara Perotto

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Suolo

Limosi, argillo-calcarei

Ettari

1,8

Numero di bottiglie

1800

Conduzione viticola

Certificazione biologica

Cosa hai fatto nella vita prima di interessarti alla viticoltura?

Ero impiegata amministrativa in una piccola azienda metalmeccanica ma ho sempre avuto l’idea di lavorare la terra. Nel 2008, con il mio compagno abbiamo avuto la possibilità di piantare un vigneto e nel 2014 ho preso la decisione di dedicarmi totalmente all’agricoltura, così ho aperto la mia azienda agricola.

Perché ti sei dedicata a fare il vino?

Non sapevamo bene cosa avremmo coltivato. Abbiamo piantato manualmente un piccolo vigneto sperimentale e vederlo crescere ci ha fatto capire quanto potesse essere bello.

La persona da cui più hai tratto ispirazione?

Mia nonna, lei mi ha sempre raccontato di quando vendemmiava. Ora ha 93 anni, mi chiede sempre come sta la vigna nel suo dialetto, con le parole di una volta.

Qual è l’aspetto più difficile del tuo lavoro?

Credo serva solo trovare la strada giusta e le persone con cui confrontarsi. Fatto questo, non c’è niente di così difficile.

Su quale aspetto lavorativo stai concentrando maggiormente le tue energie e il tuo tempo?

In generale a come non ripetere errori già fatti e a come risolverli al meglio. Quando si avvicina la vendemmia mi concentro fortemente sulla raccolta.

Descrivi in poche parole il “tuo” luogo.

Pulito. Ripido. Bello. Ci troviamo sulla parte della sinistra Piave, tra Feltre e Belluno, su un piccolo pendio che porta al Monte Garda. Abbiamo una bellissima vista panoramica, vediamo tutto il corso del fiume, è un territorio poco contaminato. Qui siamo stati i primi a piantare vigne e non sono mai state fatte lavorazioni del terreno invasive.

Qual è il vero valore del vino?

La compagnia, la convivialità, la condivisione.

Quale zona vitivinicola ti suscita interesse?

Fino a qualche anno fa il Trentino, ora non più. Anche grazie a Wine Governo ho scoperto realtà bellissime e piccole in tanti posti diversi, per cui non c’è un luogo in particolare.

Una bottiglia che ti ha particolarmente colpito.

Lo Zero Infinito di Pojer e Sandri. Tra le ultime assaggiate mi è rimasto impresso il Supernova di Marco Turco.

Musica preferita?

Sono una nostalgica, ascolto le hit degli anni Novanta e amo gli U2.

Vini

Mappa vitigno di