La Pesenata

Gianni Benciolini

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Suolo

morenici, molto sassosi e sabbiosi, con un po’ di limo e abbastanza scarsi di argilla.

Ettari

4

Numero di bottiglie

15.000

Conduzione viticola

Biologico certificato

Cos’hai fatto nella vita prima di interessarti alla viticoltura?

Ho studiato Scienze naturali ma per una serie di vicende non mi sono mai laureato. Pur avendo iniziato la carriera nell’informatica, ho sempre coltivato la passione per la natura.

Per quale motivo ti sei dedicato a fare il vino? 

Pensavo a un luogo in cui potesse esserci l’autonomia di una comunità. La prima possibilità per realizzare questo mio sogno era il vigneto, che già c’era, e il mio amore per il vino. Abbiamo cominciato a produrlo nel modo più naturale possibile per poi costruirci intorno tutto il resto: alleviamo animali perché osserviamo i principi della biodinamica ma anche per il progetto della fattoria didattica. Abbiamo anche un orto e dei campi che vorremmo coltivare a grani antichi. Il vino diventa la parte principale della azienda agricola che, tuttavia, ha molte altre sfaccettature. 

La persona da cui più hai tratto ispirazione?

Mio zio Vincenzo, io lo chiamo “il Profeta”. È stato il fondatore della comunità di Emmaus in Italia. Parla da anni di autoproduzione di cibo, è stato illuminante per me. 

Qual è l’aspetto più difficile del tuo lavoro?

Lo studio e l’aggiornamento, bisogna stare sul pezzo per capire come gira il mondo. Inoltre è necessario trovare i canali di vendita, soprattutto all’estero.

Su quale aspetto lavorativo stai concentrando maggiormente le tue energie e il tuo tempo?

Sulla parte enologica. Sull’aspetto agronomico, per fortuna, ho ottimi collaboratori.

Descrivi in poche parole il “tuo” luogo.

Biodiverso, sia dal punto di vista naturale-vegetale-animale, sia dal punto di vista umano. Lasciamo che cresca tutto quello che deve crescere. È un luogo per me di grande agio.

Qual è il vero valore del vino?

Un senso di gioia, convivialità, amore per la terra, per la specificità di ogni singolo luogo.

Quale zona vitivinicola ti suscita interesse?

Il bacino del Reno, zona si produzione dei grandi Riesling. Poi sono particolarmente affezionato a Montalcino.

Una bottiglia che ti ha particolarmente colpito.

Un Tokaji Aszù di dieci anni. 

Musica preferita?

Psichedelica degli anni Settanta, dai Pink Floyd ai Genesis.

Vini

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