In Sordina

Camilla Oboe

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Suolo

Argille, rocce sedimentarie e rocce vulcaniche di tipo basaltico

Ettari

8

Numero di bottiglie

9000

Conduzione viticola

Biologico certificato

Cosa hai fatto nella vita prima di interessarti alla viticoltura?

Ho studiato Design e, fino al 2021, mi sono occupata di grafica per uno studio di comunicazione di Vicenza. Grazie alle persone con cui lavoravo mi sono appassionata alle storie che ci sono dietro ogni azienda naturale. Mio suocero possiede un vigneto in conduzione biologica e ho proposto a mio marito di fare un primo vino tutto nostro, così nel 2019 sono nate le prime 1500 bottiglie di Glera rifermentata in bottiglia. Da lì mi si è aperto un mondo: nel 2020 non riuscivo più a gestire entrambi i lavori e quindi, nell’agosto del 2021, ho lasciato lo studio per dedicarmi totalmente al progetto vitivinicolo. Subito dopo ho anche scoperto di essere incinta… ed è davvero cambiato tutto!

Perché ti sei dedicata a fare il vino?

Per cercare di capire, attraverso la produzione di vini sinceri, qual è la massima espressione del nostro territorio. Quindi dar loro unicità e, attraverso le fermentazioni spontanee, distanziarsi dalla standardizzazione. Inoltre avevo una mia urgenza: ritornare alla natura con ritmi diversi da quelli di un ufficio.

La persona da cui più hai tratto ispirazione?

Andrea Gardellin mi ha introdotto a questo mondo, con lui ho fatto il primo corso di avvicinamento al vino. Da Davide Xodo, il mio enologo, sto cercando di imparare il più possibile. 

Qual è l’aspetto più difficile del tuo lavoro?

È un aspetto difficile ma allo stesso tempo il più bello: il vino è diverso ogni anno. Bisogna prendere decisioni complesse per riuscire a portare a casa il meglio.

Su quale aspetto lavorativo stai concentrando maggiormente le tue energie e il tuo tempo?

Ho frequentato il liceo artistico per cui mi piace moltissimo sporcarmi le mani in cantina. Tuttavia vorrei prendere sempre più decisioni sulla gestione del vigneto.

Descrivi in poche parole il “tuo” luogo.

Soleggiato: la zona dei Colli Berici è piuttosto calda, piove poco. 

Minerale: una volta qui c’era il mare e ritrovo nei miei vini un aspetto peculiare, la sapidità. 

Passione: tutto quello che ci sta dietro.

Casa: i vigneti sono annessi alla casa di mio marito, è un punto d’incontro.

Qual è il vero valore del vino?

Essere espressione del territorio e creare convivialità, unire le persone. 

Quale zona vitivinicola ti suscita particolare interesse?

Vorrei visitare il Collio e il Priorat.

Una bottiglia che ti ha colpito.

Il Bamboo Road di Stefano Legnani è, per me, un vino molto significativo. 

Musica preferita?

Se penso a un brano: Don’t stop believin’ dei Journey.

Vini

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