I Canevisti

Enrico Azzolin

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Suolo

Vulcanico, basalto e tufo

Ettari

0,3

Numero di bottiglie

1500

Conduzione viticola

Nessuna certificazione

Cosa hai fatto nella vita prima di interessarti alla viticoltura?

La scuola Agraria era troppo distante da Breganze, sarei dovuto andare in convitto ma non era possibile perché in famiglia c’era bisogno del mio lavoro. Sono stato impiegato alle Poste e l’orario mi permetteva di aiutare mio padre nel pomeriggio. Dopo qualche anno ho lasciato, soffrivo la vita di ufficio, così ho aperto un’enoteca a Breganze che ho ceduto prima del 2020. Adesso ho 62 anni e mi sono ritirato in campagna per fare il contadino.

Perché ti sei dedicato a fare il vino?

Perché sono appassionato, perché sono nato in campagna, perché sono figlio di contadini e orgoglioso di esserlo. Tra gli anni Ottanta e Novanta ho fatto parte del direttivo nazionale di Slow Food, si iniziava a pensare al recupero delle vecchie varietà. A quel tempo ho passato tante ore nella Biblioteca La Vigna di Vicenza a studiare i testi sulla viticoltura del territorio di Breganze.

La persona da cui più hai tratto ispirazione?

Mio padre, lui mi ha insegnato a coltivare la terra e a fare il vino.

Qual è l’aspetto più difficile del tuo lavoro?

Il tempo, siamo in balia del tempo! Non sai mai come andrà a finire l’annata, se pioverà o non pioverà, se ci sarà siccità, se grandinerà. Il tempo non si comanda e negli ultimi anni è andato peggiorando. Questi caldi bestiali sono la normalità, una volta erano più rari.

Su quale aspetto lavorativo stai concentrando maggiormente le tue energie e il tuo tempo?

Sulla scoperta. Con il gruppo dei Canevisti abbiamo fatto tanti viaggi, in Francia ho imparato molte cose.

Descrivi in poche parole il “tuo” luogo?

C’è tanto verde, tanta biodiversità. È ancora una zona intatta, ha carattere, identità.

Qual è il vero valore del vino?

Una bottiglia in compagnia rallegra lo spirito e crea un clima conviviale. Pochissimi alimenti possono offrirti tutto questo.

Quale zona vitivinicola ti suscita particolare interesse?

La Champagne mi ha colpito molto, così come la Borgogna. L’Etna è stata una grande sorpresa, anche la Valtellina. Amo molto i vini del Nord Piemonte, la zona di Gattinara e di Ghemme.

Una bottiglia che ti ha colpito.

Un Grand Cru di Chablis del 2003 di un piccolo produttore. Era splendido. E poi il nostro Torcolato di Breganze… esistono bottiglie di settant’anni ancora in perfette condizioni.

Musica preferita?

Pink Floyd, Jethro Tull, PFM, De André.

Vini

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