FaeDesfa

Alberto Buratti

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Suolo

Argille, scaranto rosso e marna bianca

Ettari

4

Numero di bottiglie

10.000

Conduzione viticola

Biologico Certificato (dal 2023)

Cosa hai fatto nella vita prima di interessarti alla viticoltura?

Dopo il liceo scientifico ho studiato Storia dell’arte a Padova, poi ho frequentato il Master in Curatela e Mercato dell’arte alla Naba di Milano. Qui ho lavorato in due gallerie e, oltre a non piacermi, non riuscivo nemmeno a viverci: mi sembrava assurdo non riuscire a pagare le spese dopo aver speso cinque anni a studiare. Durante l’estate del 2019 mio nonno mi chiede se volessi provare a fare del vino dai quattro ettari di sua proprietà sui Colli Euganei. La mia prima annata è la 2020 e nello stesso anno abbiamo iniziato la conversione in biologico nell’azienda.

Perché ti sei dedicato a fare il vino?

Perché ci sono cresciuto dentro, vendemmio da quando ho compiuto il primo anno di vita! Prima o poi lo avrei fatto, magari è successo prima di quanto pensassi ma sono contento di aver fatto questa scelta.

La persona da cui più hai tratto ispirazione?

Mio nonno, uno stacanovista come tutti i vecchi veneti. Ha ottant’anni e morirebbe se non avesse da fare ogni singolo giorno.

Qual è l’aspetto più difficile del tuo lavoro?

Dal 2022 imbottiglio a mio nome e metà del tempo lo perdo tra le scartoffie. A qualcuno potrebbe pesare lavorare fuori col freddo, a me pesa stare al computer…

Su quale aspetto lavorativo stai concentrando maggiormente le tue energie e il tuo tempo?

Ho frequentato dei corsi di potatura e stiamo reimpostando tutto il vigneto valorizzando le varietà antiche che coltivava il mio bisnonno. Inoltre mi piacerebbe che i miei vini riescano a proiettarsi nel tempo senza che utilizzi la solforosa.

Descrivi in poche parole il “tuo” luogo.

Pacifico, positivo.

Qual è il vero valore del vino?

Parti da un frutto e arrivi a un prodotto che ha un alto valore culturale ed economico. Fare vino in modo artigiano, tramite le fermentazioni spontanee, significa poter sentire il territorio e la mano del produttore. E nemmeno la scienza ha ancora capito fino in fondo come accade tutto questo!

Quale zona vitivinicola ti suscita più interesse?

Vorrei fare vino a Maiorca. Ma anche nel bellunese e nel Sarcidano, in Sardegna.

Una bottiglia che ti ha colpito.

Il Pinot bianco di Schueller del 2014.

Musica preferita?

Se penso a un disco: III dei Led Zeppelin.

Vini

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