Cantina Martinelli

Francesco Martinelli

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Suolo

vulcanici, basaltico-argillosi

Ettari

2

Numero di bottiglie

16.000

Conduzione viticola

Certificazione biologica

Cosa hai fatto nella vita prima di interessarti alla viticoltura?

Ho viaggiato molto e studiato Cinema e Fotografia. Ho sempre lavorato, anche nella ristorazione. Mi sono affacciato sul mondo del vino in modo più strutturato dal 2010 e mi dedico alla viticoltura dal 2017.

Perché ti sei dedicato a fare il vino?

Mio padre aveva un vigneto prezioso e, nel corso degli anni, ho potuto osservare l’aspetto più autentico dei vignaioli e dei loro vini, indipendenti dall’idea di essere sempre uguali da un anno all’altro. Mi è sembrato un mondo molto vicino all’arte.

Chi è la persona da cui più hai tratto ispirazione?

Josko Gravner e Stefano Bellotti. È vero che non li ho mai conosciuti, parlo di ispirazione a livello di pensiero.

Qual è l’aspetto più difficile del tuo lavoro?

Da un punto di vista della divulgazione abbattere la barriera di idee e preconcetti costruita dal vino convenzionale. Dal punto di vista vitivinicolo la cosa più difficile è accettare l’imprevedibilità del vino, oltre a imparare tutto quel che riguarda la parte agricola.

Su quale aspetto lavorativo stai concentrando maggiormente le tue energie e il tuo tempo?

Sto cercando di capire se ci sono possibilità concrete per incrementare la coscienza sul lavoro e su quel che si consuma, dal cibo al vino. Certo, mi sento un granello di sabbia nel deserto, vorrei avere la possibilità di avere un’influenza sulle aziende convenzionali della zona.

Descrivi in poche parole il “tuo” luogo.

È un luogo ispiratore, autentico.

Qual è il vero valore del vino?

È un prodotto culturale, artistico perché esistono milioni di variabili. Due interpreti, nella stessa microzona, possono avere risultati totalmente diversi. Per non parlare se si hanno due idee di vino e di azienda. Eppure ci sono persone che riescono a fare cose molto simili pur non essendosi mai conosciute e appartenendo a continenti diversi…

Quale zona vitivinicola ti suscita più interesse?

Sono attratto da quelle zone ancora non riconosciute. Penso al Sud-ovest della Francia ma anche alla Galizia.

Una bottiglia che ti ha colpito.

Il vino piacentino di Shun Minowa che è diventato un amico e anche l’Atimo di Filip Koletnik. Poi, nella mia storia sono importanti le bottiglie di Francesco Carfagna.

Musica preferita?

Ultimamente ITT di Fela Kuti e Fetus di Battiato.

Vini

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